Ingegneria e Costruzioni

Archive for maggio, 2013

Condominio: da giugno le nuove regole

Il prossimo 18 giugno entrerà in vigore quella che è la nuova riforma del condominio, la legge 220/2012.
Ecco le novità più importanti:

- Manutenzione straordinaria e innovazioni: saranno compito dell’assemblea, che dovrà istituire obbligatoriamente un fondo pari all’importo del valore necessario 8punto, questo, molto criticato dall’Ance, che teme l’accettazione di soldi prima ancora dell’inizio di un qualsiasi lavoro).

- Fonti rinnovabili: per installarle su tutto l’edificio sarà necessario il consenso della maggioranza dell’assemblea, con un punteggio pari ad almeno 500 millesimi.

- Impianti individuali: sono permessi, ma hanno il vincolo del decoro architettonico.

- Distacco del riscaldamento centralizzato: il diritto al distacco del riscaldamento centralizzato è diventato legge ma è permesso nei casi in cui si debbano evitare squilibri di funzionamento o spese maggiorate per gli altri condomini.

- Destinazione d’uso delle parti comuni: possono essere modificate e vi si potranno installare impianti di cogenerazione, con il consenso di almeno l’80% dei condomini.

- Spese per scale e ascensori: è stata fissata una suddivisione, il cui calcolo si baserà sul valore millesimale e sul piano in cui si abita.

Con queste nuove disposizioni viene in parte modificato l’articolo 117 del codice civile, che tratta delle parti comuni e delle loro destinazioni d’uso.

La nuova legge, entrerà in vigore a partire dal 18 giugno 2013.


isolamento

cappottotermico1Una delle voci di spesa che gravano maggiormente sui bilanci familiari è quella relativa al consumo di gas per il riscaldamento e, in estate di elettricità per i condizionatori d’aria. Spese che nel complesso generale aumento in maniera esponenziale tenendo conto delle condizioni in cui versa la maggior parte del patrimonio edilizio esistente, che determina notevoli dispersioni termiche.

La legislazione ha valutato l’importanza di questi aspetti, tanto che la normativa vigente detta particolari obblighi da rispettare per favorire il contenimento energetico, ridurre le emissioni di sostanze nocive in atmosfera (come la CO2) e limitare lo sfruttamento delle risorse naturali.
E’ pertanto indispensabile che sia in fase di costruzione dei nuovi edifici che di ristrutturazione di quelli esistenti, isolare adeguatamente l’immobile e magari unire alle prestazioni termiche anche quelle acustiche, che sono altrettanto importanti e che spesso si possono ottenere con le stesse soluzioni tecniche.

Una delle soluzioni più utilizzate è l’isolamento a cappotto, in rapida diffusione da una decina di anni.
Il cappotto termico è un sistema di isolamento che riguarda la parte dell’involucro costituita dalle pareti e può essere interno o esterno a seconda delle esigenze e delle specifiche caratteristiche dell’edificio.

Il cappotto esterno, ricoprendo interamente le pareti dell’edificio, permette di correggere il fenomeno dei ponti termici e ridurre gli effetti indotti dai cambiamenti repentini di temperatura esterna. Esso riduce gli sbalzi termici ed evita la formazione di muffa e condensa, migliorando il comfort della casa e contribuendo notevolmente al risparmio energetico.
Questo tipo di intervento non è invasivo, in quanto durante la posa in opera, non comporta disagi agli utenti e ha lo stesso tempo d’intervento della tinteggiatura di una facciata.
Si realizza utilizzando una serie di pannelli, prevalentemente in polistirene espanso e la lana minerale.

cappotto

La prima fase della posa in opera consiste nell’applicazione con malte, colle o tasselli. Successivamente i pannelli vengono ricoperti da una rete in fibra di vetro che facilita l’aggrappaggio dell’intonaco di finitura, che deve essere applicato in due strati di rasatura bagnato su bagnato o in tempi successivi l’uno all’altro.

Infine si procede al trattamento superficiale di finitura, con la posa di materiali di rivestimento o anche della semplice tinteggiatura.
Il risultato finale è simile ad una normale parete intonacata e tinteggiata e solo tambureggiando con le dita si può udire un leggero rimbombo che evidenzia la presenza di un materiale leggero ed isolante.
Il sistema è resistente agli urti permettendo in ogni caso di effettuare facilmente interventi di ripristino.

Quando non si ha possibilità d’intervenire esternamente, si ricorre all’applicazione di un cappotto interno, che prevede di pannelli isolanti a formare una controparete che, oltre a portare una diminuzione di qualche centimetro della superficie calpestabile, ha l’inconveniente di determinare la risistemazione di radiatori, prese e interruttori.

L’adozione di un sistema a cappotto non è di difficile posa in opera (anche richiede l’intervento di ditta specializzata), ed il costo è facilmente sostenibile, soprattutto considerando i benefici in termini di risparmio per la spesa energetica.

 
'